ALLARGARE LA TENDA, RIEMPIRE LO ZAINO, ORGANIZZARE LA SPERANZA – INIZIO ANNO SERVIZIO CIVILE

Ha preso il via presso la Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano – Bitonto – ETS il nuovo anno di Servizio Civile Universale: 26 giovani che, per i prossimi dodici mesi, condivideranno la vita, i servizi e le attività della Fondazione. Nel saluto di apertura, il Presidente ha affidato loro un’immagine tratta dal profeta Isaia: «Allarga lo spazio della tua tenda». Un invito a fare spazio, ad accogliere persone, storie e fragilità, ma anche a lasciarsi interrogare e cambiare dall’incontro con l’altro. Il Direttore Generale, presentando la storia e la missione della Fondazione, ha invitato i giovani a considerare questi dodici mesi non semplicemente come un’esperienza da aggiungere al curriculum, ma come un anno nel quale investire se stessi. Un anno per imparare e per donarsi. Per scoprire il valore della cura, esercitare la responsabilità, comprendere il senso del dono, vivere concretamente la sussidiarietà e sperimentare cosa significhi essere parte di una comunità che prova, ogni giorno, a dare risposte ai bisogni delle persone. E poi l’empatia: la capacità di incontrare davvero l’altro, di ascoltare prima di giudicare, di comprendere prima di rispondere. Perché dietro ogni bisogno c’è sempre una persona, con la sua storia, la sua dignità e la sua unicità. La giornata è stata accompagnata dall’attività dello zaino. Uno zaino che oggi rappresenta simbolicamente l’anno che abbiamo davanti e nel quale ciascuno ha affidato le proprie attese, i desideri e ciò che spera di trovare in questa esperienza. Ma nessuno arriva davvero con uno zaino vuoto. Ognuno porta già qualcosa: talenti, capacità, esperienze, entusiasmo, domande e anche fragilità. Qualcosa da mettere a disposizione degli altri. Durante questi dodici mesi quello zaino potrà riempirsi di volti, incontri, competenze, relazioni, responsabilità, fatiche e gesti di cura. E forse dovrà anche alleggerirsi di qualcosa. Perché crescere non significa soltanto aggiungere: qualche volta significa anche lasciare andare pregiudizi, certezze, individualismi e modi di guardare gli altri. L’augurio è che, tra un anno, possiamo riaprire insieme quello zaino e rileggere le parole scritte oggi, verificando quante attese hanno trovato risposta e quante sono state superate da qualcosa di nuovo e inatteso. E allora la domanda non sarà soltanto «che cosa ho ricevuto?», ma anche «che cosa ho donato?». Non soltanto cosa porto nel mio zaino, ma come sono cambiato durante il cammino. Perché il Servizio Civile può essere questo: allargare la propria tenda, riempire il proprio zaino e fare spazio agli altri. E scoprire che la speranza non è soltanto qualcosa da attendere. Può diventare cura, responsabilità, dono, servizio e presenza. Può diventare qualcosa che, insieme, si organizza. Buon cammino ai nostri 26 giovani. Buon Servizio Civile!

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CSV San Nicola

Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

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